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Il vescovo mons. Nazzareno Marconi il 31 gennaio incontra le classi 5A-5E-5G-4D (terzo incontro)

February 7, 2020

 

Nel terzo incontro con i ragazzi dell ’I.I.S., in occasione della visita pastorale, il Vescovo ha illustrato le sue funzioni e il suo lavoro di coordinamento, tra gli uffici della curia e gli uffici statali, in relazione anche alle conseguenze del terremoto; su tutto il territorio della Diocesi ci sono settanta Chiese chiuse, compresa la Cattedrale di Macerata. I Vescovi delle Marche pretendono che per la ricostruzione si dia lavoro a persone del posto; che ci siano adeguate gare di appalto, ma riservate a ditte del territorio. È  importante, ha ancora continuato, dare valore al lavoro e dare prospettive ai giovani.

Dopo questa introduzione ha lasciato spazio alle domande.

Il Vescovo ha affermato che nel suo modo di fare, nello svolgere il suo compito fa il contrario di certi politici: cerca di promettere poco e portarlo avanti.

Nel rispondere ai ragazzi ha evidenziato la volontà di sempre, da parte sua,  di lottare  contro il “clericalismo”; la Chiesa, per tanto tempo,  è  stata considerata soltanto  realtà  di “Preti e Vescovi” ed era vista come colei che “elargiva prodotti”.

Non è questo che voleva Gesù! Gesù voleva una “Ecclèsia” cioè  un gruppo di persone che collaborano tra loro.

Ora, da Vescovo, vorrebbe aiutare le persone a capire che non ci sono gli “specialisti della fede” ma che si “cammina insieme”.

Nel raccontare, poi, la sua scelta di diventare sacerdote ha detto che determinante è stato  il desiderio di “restituire” tutto il bene che ha ricevuto.

Dopo essersi interessato su come i ragazzi trascorrono  le loro giornate, li ha invitati a non buttar via il tempo, a non essere “addormentati”.

 A questo proposito ha citato il Vangelo: “State svegli, state attenti, vigilate” (cfr. Mc 13,33.35.37), “siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mt 10,16b)  perché  “..i figli di questo mondo, nel loro rapporto con gli altri, sono più astuti dei figli della luce” (Lc 16,8b).

Il Vescovo, quindi, ha portato l'esempio di San Giovanni Bosco, maestro di educazione, che si festeggia proprio il 31 Gennaio. Questo santo diceva che l'educazione riguarda il “cuore”, il “dovere” e il “timore di Dio”. Infatti scriveva: “Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere, del santo timore di Dio, vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori”.

Riguardo all'interpretazione della Bibbia ha spiegato che per il cristiano la Bibbia è “ispirata” a differenza, ad esempio, del Corano considerato, per i musulmani, “dettato da Dio”.

Gli uomini della Bibbia, hanno scritto con la loro testa e con la loro cultura ciò che Dio ispirava loro, per questo la Bibbia va capita e interpretata.

Di fronte alle tante proposte religiose, ha spiegato il Vescovo, i giovani devono prima di tutto considerarne il valore con occhio critico, sulla base del rispetto della persona che una certa visione offre; ha aggiunto, inoltre, che il fatto stesso di trovarsi a vivere in un determinato contesto andrebbe letto in un'ottica provvidenzialistica.

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